Bibliografia

Alberti V., Bertelli A., SOS apprendimento: esperienze didattiche e multimedialità nella scuola superiore in ospedale e nell’istruzione domiciliare, Vita e Pensiero, Milano, 2005

Aprirsi all’innovazione è un tratto qualificante del docente che, facendo tesoro delle proprie risorse, aggiunge alle metodologie già collaudate nuove prassi, per rendere sempre più efficaci e fruttuosi gli interventi di insegnamento-apprendimento. Ciò vale, a maggior ragione, quando si opera in contesti peculiari, come quello dell’ospedale, e con studenti che vivono singolari condizioni psico-fisiche. L’impiego dello strumento tecnologico e dell’e-Learning rappresenta allora un concreto mezzo per superare barriere di spazio e tempo e supportare la progettualità didattica. Questo libro presenta l’analisi e le riflessioni di due docenti che, esperita la FaD (Formazione a Distanza) e vissuta la realtà della scuola superiore in ospedale, ne considerano le problematiche e i tratti pedagogico-didattici più significativi, per condividere con colleghi, anche di altri ordini di scuola, la fruibilità delle proprie esperienze.

 

Ballestrin G., Alunni pazienti: storie di scuola in ospedale, Edizioni Erickson, Trento 2007

Alunni pazienti racconta storie di bambini e adolescenti che fanno scuola in ospedale. Alunni costretti da malattie gravi a studiare in pigiama, spesso attaccati alla flebo, a volte stesi sul letto di degenza con l’insegnante lì di fianco. Le narra il loro prof. di matematica, una materia considerata «fredda» più di ogni altra, ma che acquisisce colore e perfino sapore all’interno di una relazione autentica tra docente e studente, improntata al reciproco riconoscimento. E in questo quadro, dove campeggiano la sofferenza e la difficoltà, emerge gradualmente il valore dell’imparare, del condividere e del fare fatica, insieme. Una fatica che, se accettata, rende possibile la conquista delle proprie autonomie, restituisce un senso del vivere, nobilita, comunque, il tempo che ci è dato.

 

Benini E., Bambini in pigiama. Il vissuto dell’ospedalizzazione, Ma.Gi, 2005

Le angosce del bambino ricoverato e i sensi di colpa dei genitori, la maniacale specializzazione dei medici e incomprensibili regolamenti interni, l’inamovibile burocrazia. Sarà mai possibile far guarire dai mali fisici senza infliggere nuovi traumi? È possibile far guarire l’ospedale? Il volume analizza i bisogni del bambino ospedalizzato, le esigenze dei genitori e il ruolo dei medici e del personale paramedico. Si sofferma sull’esperienza, guardata ancora da alcuni con molta diffidenza, di portare la scuola in ospedale. Attraverso un esame della realtà ospedaliera dal punto di vista sociologico, psicologico e fenomenologico-esistenziale, l’autrice sancisce con una forza nuova il concetto che la salute mentale del bambino, in una visione olistica, va posta sullo stesso piano della sua salute fisica.

 

Bobbo N., Bambini in ospedale: riflessioni pedagogiche e prospettive educative, Pensa Multimedia, Lecce, 2004

Ammalarsi è un’esperienza con la quale quasi tutti i bambini sono costretti prima o poi a confrontarsi. Per alcuni si tratta di patologie benigne a decorso medio breve, che si risolvono facilmente senza lasciare traccia nella vita e nel vissuto del bambino. Per altri piccoli può essere necessario ricorrere ad un ricovero in ospedale, per l’utilizzo di terapie di tipo chirurgico utili alla risoluzione del problema. In altri casi la patologia può essere tanto invasiva da cronicizzarsi e divenire elemento pervasivo nella vita del bambino. Nel caso dell’ospedalizzazione o della malattia cronica entrano nell’esperienza del piccolo dimensioni materiali e relazionali, ma anche psichiche. Per tutti questi bambini e per i loro genitori occorre pensare ed elaborare interventi di aiuto e sostegno secondo un approccio educativo e psicologico. Muovendo da riflessioni di natura specificamente pedagogica, il presente lavoro cerca di delineare una proposta di intervento educativo finalizzata ad accompagnare e sostenere i bambini e i genitori attraverso la difficile esperienza della malattia.

 

Capurso M., Gioco e studio in ospedale. Creare e gestire un servizio ludico-educativo in un reparto pediatrico, Centro studi Erickson, Trento 2001

Questo libro nasce dall’esperienza di un gruppo di persone che sono impegnate da anni nel campo della tutela del bambino malato e della sua famiglia. Gli argomenti analizzati sono: il concetto di malattia nel bambino, e gli atteggiamenti tipici di fronte al ricovero in ospedale; il lavoro in équipe nel reparto pediatrico; l’organizzazione della scuola e del gioco in ospedale; l’uso delle tecnologie didattiche; la gestione della relazione tra familiari e operatori e la prevenzione del burnout; la storia dello sviluppo delle attività ludiche ed educative rivolte ai bambini in ospedale. Al giorno d’oggi, grazie agli importanti progressi compiuti dalla medicina, malattie un tempo “incurabili” registrano tassi di guarigione relativamente elevati. Dal punto di vista della “salute fisica”, le possibilità di ricevere cure adeguate, anche nel caso dei bambini, migliorano di anno in anno. Tuttavia, la “macchina terapeutica” degli ospedali rischia di rimanere insensibile al disagio psicologico dei pazienti, soprattutto se questi sono bambini, che si trovano – in una fase della vita delicata, come è l’età evolutiva – a vivere il trauma emotivo che si accompagna alla ospedalizzazione. L’opera è rivolta principalmente a chi lavora nell’ambito dell’assistenza pediatrica (medici, insegnanti, infermieri, psicologi, ecc.); a chi opera nel campo della formazione (dato l’ampio materiale didattico-operativo che esso fornisce); a chi, infine, si accosta all’argomento per la prima volta, e incontrerà una traccia chiara ed esaustiva dei principali aspetti della tutela dei bambini in ospedale. Ogni capitolo è corredato da preziose indicazioni operative, sotto forma di esercitazioni e questionari; completa il volume un’appendice che raccoglie una serie di “idee per giocare e studiare in ospedale”, da una parte, e le più importanti normative emanate in materia, dall’altra.

 

Capurso M., Trappa M. A., La casa delle punture. La paura dell’ospedale nell’immaginario del bambino, Magi Editore, 2005.

Come immaginano l’ospedale i bambini? Che tipo di paure incute il pensiero di un ipotetico ricovero? Cosa spaventa di più? Una ricerca ha evidenziato che, oltre alle siringhe e ai camici bianchi, fa paura l’idea della solitudine, dell’incertezza, del dolore, dell’abbandono, della morte. Ricco di disegni e di racconti di bambini, il volume è dedicato agli adulti addetti a lenire e a gestire le paure dei piccoli. Ai genitori, quindi, ma anche ai pediatri, insegnanti ed educatori di ogni sorta. Tutti loro troveranno qui le nozioni fondamentali sulla paura nell’infanzia, sulle sue cause, sul suo senso, sul modo di amministrarla e di ammansirla. Ma innanzitutto un’infinità di suggerimenti per affrontare le paure connesse al processo di cura, che non è e non dev’essere un’azione solamente tecnica, ma innanzitutto una relazione tra chi ha il compito di assistere gli altri e chi si trova nella situazione di bisogno. I progetti educativi, volti a far conoscere l’ospedale come servizio pubblico e a far gestire l’accoglienza dei più piccoli – parte finale e una delle finalità primarie di questo libro . costituiscono una guida per rafforzare quell’indispensabile alleanza che si deve instaurare tra medici e infermieri da una parte ed educatori e genitori dall’altra.

 

Di Maio M.T., Nuccio F.R., Perricone G., Raccontando Aladino… Vincoli e possibilità del lavoro psico-educativo in pediatria, Franco Angeli, 2008.

L’immaginario sociale sulla malattia e l’ospedalizzazione pediatrica sembra portare con sé diverse ambivalenze che costituiscono la ricchezza e la complessità dello stesso immaginario, dando vita ad una configurazione dinamica con cui le diverse culture professionali identificano questo “oggetto fenomeno” che è l’ospedalizzazione pediatrica. Ma questo sistema di ambivalenza trova una sintesi nel concetto di qualità che si definisce proprio come la capacità dell’ospedale di tenere conto di tutti i bisogni dei soggetti coinvolti, delle istanze del sociale, dell’uso di correttivi, di sapere promuovere cambiamento e trasformazione. L’immaginario, nel trovare questa sintesi, dà vita alla narrazione di tante “storie”; si tratta di storie che raccontano aspetti, situazioni, condizioni della complessità che la qualità dell’ospedalizzazione pediatrica prende in carico. Il volume vuole costituire testimonianza di queste storie.

 

Filippazzi G., Un ospedale a misura di bambino, Franco Angeli, 2004

Considerare il bambino malato nella sua globalità è una conquista abbastanza recente. La necessità di tener conto non solo della sua patologia, ma anche delle sue emozioni, della sua storia familiare, delle esigenze della sua personalità psicofisica in evoluzione fu segnalata alla fine degli anni ’50, quando furono pubblicati in Gran Bretagna il Rapporto Platt e gli scritti di James Robertson. Ad oltre 30 anni di distanza però resta ancora molto da fare, soprattutto perché la formazione degli operatori sanitari, sia medici che infermieri, insiste ancora molto sulla malattia e molto poco sulle esigenze psicologiche del bambino ospedalizzato. Questo libro si propone di far conoscere le esperienze in atto in vari Paesi.

 

Freud A., L’aiuto al bambino malato, Bollati Boringhieri, 1987.

Si osserva, anche in Italia, una crescente attenzione, da parte dei pediatri e delle famiglie, al problema dell’assistenza psicologica ai bambini che soffrono di malattie o handicap fisici. Sono molteplici, e in continua evoluzione, i contributi che la psicoanalisi può offrire in questo campo, consentendo di individuare i fattori che influiscono negativamente sulla struttura psichica del bambino e di operare per eliminarli o limitarne gli effetti. La validità di una tale prospettiva di ricerca è confermata dai saggi raccolti in questo volume (a cura di Ruth S. Eissler, Anna Freud, Marianne Kris e Albert J.Solnit). Il libro affronta i problemi dell’affettività e dello sviluppo cognitivo e motorio nei bambini malati, a partire da numerosi casi clinici: ricoveri in ospedale per tonsillectomia, condizioni di handicap fisico, disturbi neurologici dovuti a epilessia o a lesioni cerebrali. Il peso di queste situazioni sulla personalità infantile può variare enormemente, a seconda dell’età del bambino, dell’organizzazione e della stabilità del suo Sè e dell’aiuto che egli riceve dalle figure familiari, se queste sono in grado di accogliere e mitigare le sue angosce. Le esperienze qui presentate intondono proporre un orientamento a tutti coloro che si occupano di bambini malati o handicappati, per un’opera di sostegno psicologico che deve sempre accompagnare la guarigione fisica e la riabilitazione.

 

Kanizsa S., Luciano E., La scuola in ospedale, Carocci, Roma 2006

La scuola in ospedale è ormai una realtà diffusa, anche se ben poco conosciuta. Le caratteristiche degli allievi, il contesto in cui opera, il tipo di professionalità richiesta ai suoi docenti fanno sì che essa, pur perseguendo gli stessi obiettivi delle scuole “normali”, si differenzi per modalità di approccio, metodi e tipo di relazione maestro-allievo. Nel testo vengono presentate le diverse interpretazioni sul ruolo che la scuola in ospedale può ricoprire e le concrete modalità di gestione del percorso di apprendimento-insegnamento.

 

Kanizsa S., Dosso B., La paura del lupo cattivo. Quando un bambino è in ospedale, Meltemi Editore 2006

Prendersi cura di un bambino ospedalizzato vuol dire farsi carico di tutte le sue esigenze e non solo di quelle sanitarie, così da aiutarlo a trovare un suo spazio di crescita, di riflessione e di vita autonoma anche in una situazione molto complessa e traumatizzante come quella dell’ospedalizzazione. Questo libro propone che l’intera equipe sanitaria si faccia carico di tutte le problematiche sia fisiche che psichiche del bambino malato, offrendo alcuni suggerimenti operativi per rendere le pediatrie luoghi di educazione e di crescita in cui sia i bambini che i loro genitori vengano aiutati a convivere con le malattie, a curarsi e guarire.

 

Lanzetti C., Ricci G., Piscozzo M., La scuola in ospedale: risultati di una ricerca, Franco Angeli, Milano 2008

Tra il 1997 e il 2005 anche in Italia, a seguito di decisioni congiunte del Ministero della Sanità e dell’Istruzione, si concretizzano numerose iniziative volte a garantire la continuità del servizio scolastico per bambini e ragazzi costretti a lunghe o frequenti degenze ospedaliere. L’obiettivo perseguito in questo caso non è tanto quello di consentire ai bambini di stare al passo dei loro compagni sul piano dell’istruzione scolastica. Nelle finalità della normativa varata dai due Ministeri c’è l’esigenza di aiutare il bambino e la sua famiglia ad affrontare una situazione particolarmente difficile, che potrebbe incidere negativamente sullo sviluppo di una persona in età scolare, considerata nella sua totalità. Questo volume riporta i risultati di una ricerca condotta in dieci ospedali di Milano e Genova per verificare gli esiti e le difficoltà incontrate in quella sinergia di intenti e di azioni che è ben espressa con il concetto di alleanza terapeutica tra le diverse figure che hanno a che fare con il bambino ospedalizzato. I dati della ricerca vengono letti da una prospettiva sia sociologica che psicopedagogica, con l’intento di fornire suggerimenti concreti per il lavoro che sono chiamati a fare medici, insegnanti, psicologi e infermieri in collaborazione con genitori e volontari.

 

Mantegazza R., Impazienti di crescere. I bambini in ospedale: ricerche e riflessioni, Franco Angeli 2005

Come stanno, cosa pensano, cosa sognano i bambini e le bambine ricoverati in ospedale? Quali sono le loro paure, le speranze, i desideri? Cosa possono fare medici, infermieri, genitori, volontari per aiutarli a vivere meglio l’esperienza del ricovero? Questo libro affronta la questione presentando una ricerca effettuate in alcune Asl lombarde: ai bambini e alle bambine ricoverati è stato chiesto di disegnare l’ospedale così come loro lo vedono; ne è emerso un ritratto forte, anche spietato e a tratti tenero di una istituzione che è possibile e necessario rendere più a misura di bambino. Una serie di contributi teorici e di proposte pratiche arricchiscono il volume aprendo nuove prospettive di ricerca e di intervento.

 

Michelon F., A scuola in pigiamino, Lampi di stampa, 2007

A scuola in pigiamino è una pagina di scuola autentica, fatta non di compassione ma di professionalità e complicità tra l’insegnante e l’allievo, dove la voglia di imparare e la curiosità del bambino incontrano lo sforzo estremo dell’insegnante tutto teso verso un sapiente gioco di adattamento della realtà: un atto d’amore e di conoscenza insieme. L’intento non è solo quello di fornire una testimonianza, ma di promuovere e stimolare in operatori, insegnanti, genitori l’interesse a confrontarsi con un ambito di frontiera, quale quello di lavorare con l’allievo malato, riuscendo a mettere la malattia sullo sfondo per farne riemergere il singolo bambino. Il libro è frutto dell’esperienza educativa di un’insegnante che da ben diciassette anni lavora in un reparto ospedaliero di oncologia infantile, proponendo ai bambini malati regolari corsi di scuola primaria ed attività artistiche e ludiche. Scopo del suo lavoro è quello di riuscire a mettere la malattia sullo sfondo, per farne riemergere il singolo bambino con la sua umanità e il suo desiderio di vivere la vita.

 

Morales M.R., Aladino e la sua lampada. Il servizio “Scuola in ospedale” una forma di tutela del minore, Armando, Roma 2005.

Il testo nasce dall’esperienza del Seminario Internazionale Aladino e la sua lampada. Il servizio “Scuola in Ospedale”, una forma di tutela del minore, che ha avuto lo scopo di avviare una riflessione su modelli, prospettive e modalità capaci di migliorare le condizioni del percorso di sviluppo del bambino ospedalizzato, in modo da impedire che la malattia “pervada anche le aree sane” che definiscono la configurazione di funzionamento del soggetto. A partire dal servizio “Scuola in Ospedale”, la riflessione si è orientata sulle implicazioni evolutive dei contesti educativi in una prospettiva di “attraversamento” del rischio, individuando, in tal senso, un modello di prevenzione fondato sullo sviluppo dei fattori di protezione interni ed esterni, delle competenze di coping e dell’adattamento creativo. Il testo raccoglie contributi multidisciplinari relativi alla definizione di modelli, alla ricerca e all’intervento preventivo nell’ambito dell’ospedalizzazione pediatrica, concorrendo a focalizzare la valenza degli interventi educativi all’interno di tale contesto.

 

Ricci G., Dal curare al prendersi cura. Bisogni e servizi educativi per un bambino ospedalizzato, Armando, 2003

Come si può rimanere insensibili di fronte alla sofferenza di un bambino e all’angoscia della sua famiglia? La sensibilità della società odierna, espressa nelle “Carte” e nelle Convenzioni internazionali, pretende maggiori attenzioni e tutele dei minori. In questa prospettiva, gli autori di questo saggio si sono riuniti intorno a un progetto che ha come perno centrale il benessere nei reparti pediatrici e come fine quello di dare inizio a nuova esperienza di “scuola in ospedale”. Questo saggio dà conto di questa appassionante esperienza con i bambini ricoverati all’ospedale di Savona. Gli autori hanno messo a confronto le loro esperienze di dirigenti scolastici, psicologi, pediatri ed educatori, dando vita, prima ancora che a un’alleanza terapeutica, a un’alleanza tra persone libere e appassionate, caratterizzata da un forte senso di solidarietà.

 

A. Sarfatti, Guai a chi mi chiama passerotto! I diritti dei bambini in ospedale, Firenze, Fatatrac, 2004

“E’ mio diritto ricevere affetto, cure amorose e pieno rispetto. E non trattatemi da bambolotto. Guai a chi mi chiama “bel” passerotto!” I quattordici principi della Carta dei diritti del bambino in ospedale, declinati con il linguaggio fresco e gioioso delle filastrocche, scritte dalla maestra Anna Sarfatti. Così è nato il libro voluto dalla Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer e realizzato con la casa editrice fiorentina Fatatrac. I testi, stimolati dai bambini con cui l’autrice lavora, si specchiano nelle illustrazioni suggestive e fantasiose dell’artista di origine francese, Sophie Fatus